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venerdì 7 marzo 2014
Acarnesi - Aristofane
Gli Acarnesi (in greco antico Άχαρνῆς) è una commedia del celeberrimo autore greco Aristofane.
Prende il nome dagli abitanti del demo di Acarne, una suddivisione amministrativa del territorio dell'antica Atene. Messa in scena nel 425 a.C., durante la Guerra del Peloponneso, l'opera è famosa per le sue istanze pacifiste.
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Ifigenia in Aulide - Euripide
Ifigenia in Aulide (in greco antico Ἰφιγένεια ἡ ἐν Αὐλίδι) è una tragedia di Euripide, scritta tra il 407 ed il 406 a.C., nel periodo che l’autore passò alla corte di Archelao, re di Macedonia, dove morì.
La scena è ambientata nell'accampamento greco, in Aulide, sulla costa della Beozia, dove le barche dirette verso Troia sono bloccate a causa di una bonaccia. Nel prologo si racconta che l'indovino Calcante ha affermato che solo sacrificando alla dea Artemide una figlia di Agamennone, Ifigenia, i venti torneranno a spirare. Ifigenia però non è con loro, è rimasta a casa, così Agamennone, persuaso da Odisseo, le scrive una lettera in cui le prospetta un matrimonio con Achille, chiedendole quindi di raggiungerli in Aulide. In seguito però, pentito di questo inganno, cerca di avvertire la figlia di non mettersi in viaggio scrivendole un altro messaggio.
Il secondo messaggio viene intercettato da Menelao, che lo toglie di mano al vecchio che lo portava con sé e rimprovera aspramente Agamennone per il suo tentativo di tradimento. Arrivano quindi in Aulide Ifigenia e la madre Clitemnestra, con il piccolo Oreste, per le nozze. A quel punto viene a galla la verità, sicché le due donne si ribellano furiosamente: Clitemnestra biasimando aspramente il marito, Ifigenia chiedendo pietà con parole toccanti. Anche Achille, nello scoprire che il suo nome era stato usato per un atto tanto infame, minaccia vendetta. Però Ifigenia, nel vedere l’importanza che la spedizione ricopre per tutti i greci, cambia atteggiamento e offre la propria vita, calmando la madre e respingendo l’aiuto di Achille. Al momento del sacrificio, però, la ragazza scompare ed al suo posto la dea Artemide invia una cerva, tra lo stupore e la felicità dei presenti, che in tal modo capiscono che la ragazza è stata salvata dagli dei ed ora dimora presso di loro.
Il vento torna a spirare e la flotta può finalmente salpare verso Troia.
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sabato 26 maggio 2012
Codice Civile 2013 - Edizione indicizzata
Codice Civile Italiano.
Testo del Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262, e successivi aggiornamenti.
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Testo del Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262, e successivi aggiornamenti.
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Critica della ragion pratica - Immanuel Kant
Nella Critica della ragion pratica (Kritik der praktischen Vernunft) Immanuel Kant conduce l'analisi critica della ragione quando è indirizzata alla pratica, cioè all'azione.
L'opera fu pubblicata nel 1788 ed è uno degli scritti in cui Kant espone la sua concezione della morale.
Kant vuole far capire in che consiste la morale, che cos'è la morale, non vuole definire quali comportamenti morali debba compiere l'uomo: il suo quindi è ancora una volta un discorso "formale", illustra la forma non il contenuto della morale.
La frase simbolo di questa fondamentale opera filosofica è il celeberrimo epitaffio sulla tomba di Kant: « Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me».
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L'opera fu pubblicata nel 1788 ed è uno degli scritti in cui Kant espone la sua concezione della morale.
Kant vuole far capire in che consiste la morale, che cos'è la morale, non vuole definire quali comportamenti morali debba compiere l'uomo: il suo quindi è ancora una volta un discorso "formale", illustra la forma non il contenuto della morale.
La frase simbolo di questa fondamentale opera filosofica è il celeberrimo epitaffio sulla tomba di Kant: « Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me».
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sabato 21 gennaio 2012
Il giardino dei ciliegi - Anton Cechov
l giardino dei ciliegi (rus. Вишнёвый сад, Višnëvyj sad) è l'ultimo lavoro teatrale di Anton Čechov.
Fu rappresentato per la prima volta il 17 gennaio 1904 al Teatro d'Arte di Mosca sotto la direzione di Kostantin Sergeevič Stanislavskij e di Vladimir Nemirovič-Dančenko. Sei mesi dopo Čechov morì di tubercolosi. Čechov concepì quest'opera come una commedia poiché contiene alcuni elementi di farsa.
L'opera narra le vicende di un'aristocratica russa e della sua famiglia al ritorno nella loro proprietà (che comprende anche un grande giardino dei ciliegi), in seguito messa all'asta per riuscire a pagare l'ipoteca. Principalmente la storia ruota intorno alle varie possibilità per conservare la tenuta, ma la famiglia non si adopera in questo senso e alla fine è costretta a lasciare la proprietà; la scena finale mostra la famiglia che se ne va mentre il rumore degli alberi abbattuti fa da sottofondo. L'opera contiene il tema della futilità culturale (sia la futilità dell'aristocrazia per mantenere la relativa condizione, che la futilità della borghesia nel trovare i significati nel materialismo appena scoperto).
Riflette inoltre le forze culturali che interagiscono nel mondo in quel periodo, incluse le dinamiche socio-economiche del lavoro in Russia alla fine del XIX secolo e la nascita della borghesia dopo l'abolizione del sistema feudale nel 1861 che ha portato alla conseguente decadenza dell'aristocrazia.
Dopo la prima realizzazione al Teatro d'Arte di Mosca, l'opera viene tradotta in molte lingue e viene prodotta in tutto il mondo, diventando un classico della letteratura drammatica.
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Fu rappresentato per la prima volta il 17 gennaio 1904 al Teatro d'Arte di Mosca sotto la direzione di Kostantin Sergeevič Stanislavskij e di Vladimir Nemirovič-Dančenko. Sei mesi dopo Čechov morì di tubercolosi. Čechov concepì quest'opera come una commedia poiché contiene alcuni elementi di farsa.
L'opera narra le vicende di un'aristocratica russa e della sua famiglia al ritorno nella loro proprietà (che comprende anche un grande giardino dei ciliegi), in seguito messa all'asta per riuscire a pagare l'ipoteca. Principalmente la storia ruota intorno alle varie possibilità per conservare la tenuta, ma la famiglia non si adopera in questo senso e alla fine è costretta a lasciare la proprietà; la scena finale mostra la famiglia che se ne va mentre il rumore degli alberi abbattuti fa da sottofondo. L'opera contiene il tema della futilità culturale (sia la futilità dell'aristocrazia per mantenere la relativa condizione, che la futilità della borghesia nel trovare i significati nel materialismo appena scoperto).
Riflette inoltre le forze culturali che interagiscono nel mondo in quel periodo, incluse le dinamiche socio-economiche del lavoro in Russia alla fine del XIX secolo e la nascita della borghesia dopo l'abolizione del sistema feudale nel 1861 che ha portato alla conseguente decadenza dell'aristocrazia.
Dopo la prima realizzazione al Teatro d'Arte di Mosca, l'opera viene tradotta in molte lingue e viene prodotta in tutto il mondo, diventando un classico della letteratura drammatica.
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De Bello Civili - Giulio Cesare
Il De bello civili ("La guerra civile") è un'opera di Gaio Giulio Cesare, qui presentata in traduzione italiana per Kindle.
L'opera è composta da tre libri o Commentarii e descrive gli avvenimenti degli anni 49 — 48 a.C.; la sua stesura si può situare con ogni probabilità nel 47 a.C. o quanto meno nel 46 a.C. ma la pubblicazione fu sicuramente postuma.
Nel 49 a.C. Cesare ambiva alla carica di console; la legge non gli permetteva di candidarsi in absentia: doveva essere presente a Roma e lo poteva fare solo in qualità di privato cittadino e senza esercito (e quindi avrebbe dovuto abbandonare la Gallia Cisalpina e le sue legioni); d'altra parte se avesse avuto l'ardire di presentarsi sarebbe caduto sotto i colpi non solo politici di Pompeo che si era nuovamente alleato al Senato e nella migliore delle ipotesi sarebbe stato estromesso dalla lotta politica.
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L'opera è composta da tre libri o Commentarii e descrive gli avvenimenti degli anni 49 — 48 a.C.; la sua stesura si può situare con ogni probabilità nel 47 a.C. o quanto meno nel 46 a.C. ma la pubblicazione fu sicuramente postuma.
Nel 49 a.C. Cesare ambiva alla carica di console; la legge non gli permetteva di candidarsi in absentia: doveva essere presente a Roma e lo poteva fare solo in qualità di privato cittadino e senza esercito (e quindi avrebbe dovuto abbandonare la Gallia Cisalpina e le sue legioni); d'altra parte se avesse avuto l'ardire di presentarsi sarebbe caduto sotto i colpi non solo politici di Pompeo che si era nuovamente alleato al Senato e nella migliore delle ipotesi sarebbe stato estromesso dalla lotta politica.
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Cantico dei Cantici
È uno dei testi più lirici e inusuali delle Sacre scritture: racconta in versi l'amore tra due innamorati, con tenerezza ma anche con un ardire di toni ricco di sfumature sensuali e immagini erotiche.
Ciò non pregiudica affatto il carattere sacro del testo, in quanto l'amore erotico dei due amanti, per l'autore del testo, ha origine divina: un classico delle letture scelte dagli sposi nei matrimoni italiani.
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Ciò non pregiudica affatto il carattere sacro del testo, in quanto l'amore erotico dei due amanti, per l'autore del testo, ha origine divina: un classico delle letture scelte dagli sposi nei matrimoni italiani.
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Le migliori barzellette su Berlusconi
Contiene le migliori barzellette su Silvio Berlusconi, a lungo Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana.
"Non mi sono mai interessato di politica. Ma una volta avevo una ragazza di Forza Italia. Era un rapporto strano. Volevo fare a lei quello che Berlusconi vuole fare al nostro paese!!!".
"Non mi sono mai interessato di politica. Ma una volta avevo una ragazza di Forza Italia. Era un rapporto strano. Volevo fare a lei quello che Berlusconi vuole fare al nostro paese!!!".
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